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L'ANATOCISMO è
la capitalizzazione degli interessi, ossia il calcolo degli interessi sugli
interessi. L'articolo 1283 del Codice Civile vieta l'anatocismo.
Le banche tuttavia hanno interpretato la norma in modo del tutto diverso; hanno
infatti previsto, nei contratti sottoposti ai correntisti sin dal 1952, la
capitalizzazione trimestrale degli interessi debitori (gli interessi passivi per
i correntisti), la capitalizzazione annuale di quelli creditori (gli interessi
attivi). Pertanto ai correntisti sono stati addebitati
interessi passivi ogni tre mesi. Ciò significa che, trimestralmente, sono stati
calcolati
interessi non solo sul capitale, ma anche sugli
interessi in precedenza già addebitati.
La
sentenza della Corte di Cassazione n.21095 del 04.11.2004 ha messo la
parola fine alla disputa tra banche e risparmiatori in materia di anatocismo. Le
banche devono infatti restituire ai correntisti le somme illegittimamente addebitate sui
conti correnti.
Il
rimborso degli interessi da parte delle banche non è però automatico!
E' infatti necessario attivarsi per richiedere alle banche con cui sono
intercorsi rapporti la restituzione delle
somme illegittimamente addebitate a titolo di interesse, nonché di
tutte le spese bancarie applicate senza essere state
contrattualmente pattuite.
Pertanto,
per i
contratti di conto corrente, di apertura
di credito (fido) e di mutuo,
gli utenti bancari devono richiedere alle banche la restituzione:
degli interessi passivi applicati in violazione delle norme che vietano l'anatocismo,
degli interessi passivi ultralegali o usurari e di
quelli che sono stati addebitati applicando un tasso
più elevato di quello
previsto contrattualmente. |
S.I.Di.Ba.
offre agli utenti che ne faranno richiesta una perizia, per valutare, in ogni
singolo rapporto, a seguito del
ricalcolo di tutte le poste attive e passive iscritte sul conto corrente, l'effettivo
saldo del conto e l'entità del credito nei confronti delle banche.
Tutti gli interessati
sono invitati
a contattare l'Associazione nei giorni dal lunedì al venerdì, dalle
ore 15.00 alle ore 18.30, al numero 081.405386 oppure ad inviare
una mail
di richiesta consulenza, indicando le seguenti notizie:
1)
la banca o le banche con cui sono stati instaurati i rapporti;
2)
la tipologia di rapporto: di semplice conto corrente, di
c/c con apertura di credito (scoperto, fido) o di mutuo;
3)
l'anno in cui è stato acceso il conto e/o stato concesso il fido o il
mutuo e quello in cui i rapporti sono stati chiusi;
4)
la disponibilità dei contratti iniziali e degli estratti conto;
5)
un recapito telefonico a cui poter essere contattati.
A
tutti coloro che contatteranno S.I.Di.Ba., sarà data una pronta risposta e
sarà comunicata la documentazione necessaria per
procedere alla perizia
gratuita
Si
invitano gli utenti a contattare l'associazione anche semplicemente per verificare
se le condizioni applicate sul proprio conto corrente (o quelle che sono state
applicate in un conto corrente estinto) siano state o meno allineate a quelle
di mercato.
Per l'eventuale
richiesta di assistenza
in giudizio, i professionisti che collaborano con S.I.Di.Ba., in virtù di precisi accordi stretti con
l'Associazione,
applicheranno, oltre alle spese di causa (contributo
unificato, diritti di notifica, marca), soltanto gli onorari minimi
previsti per le prestazioni forensi.
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